Sci alpinismo

SA3Il Rifugio Bignami aprirà per la stagione di sci alpinismo il 19 Marzo 2016.
L’apertura del rifugio nel periodo primaverile amplia molto il numero delle possibili ascensioni scialpinistiche nell’area dell’Alta Val Malenco.
Ora è possibile fare il tour integrale del Pizzo Bernina e dei Palù con gli sci da scialpinismo e diventano possibili numerose traversate estive ancora più belle nel periodo primaverile con gli sci ai piedi.
Il Rifugio Bignami è la naturale base d’appoggio per l’esplorazione dell’area del Bernina sud/sud-est.

Vuoi fare un giro dalle nostre parti, ma ti manca un compagno d’esperienza?
SCRIVICI e ti consiglieremo la miglior Guida Alpina per i tuoi obbiettivi.

Di seguito trovate le recensioni delle principali ascensioni e traversate possibili dal Rifugio Roberto Bignami e numerosi consigli pratici sulla sicurezza, l’equipaggiamento necessario e su come raggiungere il rifugio.

1.Avvicinamento al Rifugio Bignami

Quota di partenza (m): 1996 rifugio bignami
Quota vetta (m): 2401
Dislivello complessivo (m): 405
Difficoltà: MS 
Esposizione preval. in discesa: Est – Sud
Località partenza: Val Malenco, diga di Gera (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Discreta
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Da Campo Moro percorrere in auto o sci ai piedi, in funzione dell’innevamento, la strada fino alla diga di Gera. Salire il muro della diga e, in funzione delle condizioni, raggiungere il rifugio Bignami attraversando il lago di Gera e quindi risalendo poi all’evidente rifugio tramite il vallone alle spalle dello stesso che porta all’Alpe Fellaria. Se il lago non dovesse essere in condizioni sicure percorrere il sentiero estivo che corre sul versante S del Sasso Moro, il sentiero si sviluppa a sinistra del lago, guardando il rifugio dalla cima della diga.

Note:
E’ possibile percorrere gli itinerari sopra citati anche con le racchette da neve (ciaspole).

2.Tour del Piz Bernina

bernina panoramica2Quota di partenza (m): 1800 (Pontresina)
Quota vetta (m): 3265 (Passo Sella)
Dislivello complessivo (m): 810 (I° Giorno)
655 (II° Giorno) – 373 (III° Giorno)
Difficoltà: BSA 
Esposizione preval. in discesa: Sud – Est
Località partenza: Pontresina, Svizzera (CH)
Punti d’appoggio: Capanna Coaz – Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Discreta
Contributors: Luca Barletta
Ultima revisione: 14/12/2014

day1I° GIORNO 
Descrizione itinerario:
Da Pontresina 1800m, percorrere la Val Roseg su sentiero battuto o pista da sci di fondo fino alla Capanna Coaz 2610m.
E’ possibile raggiungere la Capanna Coaz anche dalla cima del Corvatsch facilmente raggiungibile con gli impianti di risalita. La discesa alla capanna è una bellissima e facile linea di freeride molto consigliata.

day2II° GIORNO 
Descrizione itinerario:
Dalla Capanna Coaz 2610m salire il ghiacciaio Vadret da Sella fino al Passo Sella 3265m, mantenedosi sulle tracce a O in quanto il ghiacciaio è molto seraccato.

Discesa: 
Dal Passo Sella 3265m discendere sulla sul ghiacciaio Vedretta di Scerscen Superiore, passare a fianco alle rocce sulla cui sommità c’è il Bivacco Parravicini per poi dirigersi in direzione SE e poi S fino al Passo Marinelli Occidentale 3014m, di qui entrare nel ghiacciaio Vedretta di Fellaria Occidentale e continuando in direzione E aggirare Punta Marinelli mantenendola alla vostra destra, per poi scendere in direzione S-SE-E seguendo la  Vedretta di Fellaria Occidentale fino a scorgere il rifugio Bignami.
Quindi percorrere l’ultimo tratto in direzione S e raggiungere il rifugio. 

day3III° GIORNO 
Descrizione itinerario:
E’ possibile trascorrere più giorni nell’area sud del Bernina per provare numerose ascensioni di scialpinismo, sfruttando come base d’appoggio il rifugio Bignami, ma se si ha solo 2 giorni per il tour si può ritornare facilmente a Poschiavo (CH), per poi prendere il treno che riporta a Pontresina.
Dal rifugio Bignami 2401m, discendere al lago di Gera attraverso il vallone alle spalle del rifugio. Una volta arrivati al lago mettere le pelli e proseguire in direzione E verso la Val Poschiavina, percorrerla tutta fino al Passo Canciano 2498m che si trova in direzione SE alla sommità della valle.

Discesa: 
Discendere in Svizzera dal Passo Canciano percorrere tutta la Val Cancian fino a raggiungere il primo paese, Vamporti, e a seconda delle condizioni di innevamento è possibile proseguire attraverso la Val Pedenal fino alla strada cantonale dove è possibile prendere il pulmann che in 5 minuti porta a Poschiavo, in caso di scarso innevamento sono disponibili i mezzi pubblici dalla strada in località Vamporti. Da Poschiavo è possibile prendere il trenino rosso delle alpi che riporta a Pontresina.

Variante:
Vedi la descrizione Traversata Passo Confinale.    

3.Traversata dei Piz Palù e Bellavista

Palù panoramicaQuota di partenza (m): 2975
(Stazione a monte dell’impianto di risalita del Diavolezza)
Quota vetta (m): 3901
Dislivello complessivo (m): 926 (I°Giorno) 
373 (II°Giorno)
Difficoltà: OSA 
Esposizione preval. in discesa: Sud-Ovest-Est
Località partenza: Impianto di risalita del Diavolezza, Svizzera (CH)
Punti d’appoggio: Ristorante Diavolezza – Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Discreta
Contributors: Luca Barletta
Ultima revisione: 14/12/2014

Day1PalùI° GIORNO 
Descrizione itinerario:
Uno dei tour più belli di tutta l’area del Bernina Sud, panorami mozzafiato e discese epiche sono garantite, la qualità della neve è quasi sempre eccezionale.
Dalla stazione a monte degli impianti di risalita del Diavolezza 2975m, discendere sulla piana del ghiacciaio Vadret Pers, qui mettere le pelli di foca e iniziare la salita in direzione S-SE, puntare alla sella tra il Piz Cambrena e il Piz Palù Orientale. Giunti al di sotto della sella tagliare in direzione S verso il Piz Palù Orientale e seguire la cresta che porta in vetta. Di qui togliere gli sci e proseguire con ramponi e piccozza, possibilmente in cordata. Percorrere tutta la cresta dei Piz Palù da E a O, passato il Piz Palù Occidentale seguire la cresta fino al Passo Bellavista, un canale a 40 gradi che identifica il passaggio al versante italiano. 

Discesa: 
Potete scegliere se discendere il Passo Bellavista con gli sci o con i ramponi a seconda delle condizioni, una volta alla base inizia la discesa più suggestiva di tutta l’area del Bernina Sud. Di qui procedere in direzione SO seguendo, sull’Altopiano di Fellaria, la cresta di Bellavista (a debita distanza causa caduta di detriti). Quindi dirigersi a sud in direzione della Vedretta di Fellaria Occidentale, il passaggio dall’Altopiano alla Vedretta è delicato, il ghiacciaio si fa molto ripido e a tratti seraccato, la linea più sicura si trova tutta a O a ridosso del Pizzo Zupò. Una volta oltrepassato questo punto, discendere in direzione SO verso Punta Marinelli, percorrere tutta la Vedretta di Fellaria Occidentale seguendo il ghiacciaio che si dirige a E fino a scorgere il rifugio Bignami, poi fare rotta su di esso, dirigendosi a sud verso il lago di Gera.

Il rifugio Bignami è aperto per la stagione di scialpinismo da fine Marzo a inizio Maggio.

day2palùII° GIORNO 
Descrizione itinerario:
E’ possibile trascorrere più giorni nell’area sud del Bernina per provare numerose ascensioni di scialpinismo, sfruttando come base d’appoggio il rifugio Bignami, ma se si ha solo 2 giorni per il tour si può ritornare facilmente a Poschiavo (CH), per poi prendere il treno che riporta alla stazione degli impianti di risalita del Diavolezza.
Dal rifugio Bignami 2401m, discendere al lago di Gera attraverso il vallone alle spalle del rifugio. Una volta arrivati al lago mettere le pelli e proseguire in direzione E verso la Val Poschiavina, percorrerla tutta fino al Passo Canciano 2498m che si trova in direzione SE alla sommità della valle.

Discesa: 
Discendere in Svizzera dal Passo Canciano percorrere tutta la Val Cancian fino a raggiungere il primo paese, Vamporti, e a seconda delle condizioni di innevamento è possibile proseguire attraverso la Val Pedenal fino alla strada cantonale dove è possibile prendere il pulmann che in 5 minuti porta a Poschiavo, in caso di scarso innevamento sono disponibili i mezzi pubblici dalla strada in località Vamporti. Da Poschiavo è possibile prendere il trenino rosso delle alpi che riporta al Diavolezza.

Variante:
Vedi la descrizione Traversata Passo Confinale.

4.Punta Marinelli

punta marinelli_1Quota di partenza (m): 2401
Quota vetta (m): 3184
Dislivello complessivo (m): 685 (da valle 1085)
Difficoltà: BS 
Esposizione preval. in discesa: Sud
Località partenza: Val Malenco, Rifugio Roberto Bignami (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Discreta
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Dal Rif. Bignami dirigersi a N, una volta attraversato l’Alpe Fellaria procedere ancora a N e poi in direzione O sulle morene del ghiacciaio su per la Vedretta di Fellaria Occidentale. In pratica la linea di salita segue il sentiero estivo “glaciologico 1” fino al laghetto alpino ai piedi della Vedretta di Fellaria per poi svoltare a sinistra per risalire il ghiacciaio fino al grande altopiano della Vedretta, di qui è possibile vedere la Punta Marinelli 3184m in lontananza sulla sinistra, dopo la Bocchetta 3000, da qui in un ora di cammino si è in vetta.

Discesa: 
Per l’itinerario di salita.

Variante:
E’ possibile scegliere una linea di discesa alternativa proseguendo per il Passo Marinelli e quindi per l’omonimo rifugio (Rifugio Marinelli Bombardieri), poi giù fino all’Alpe Musella per tornare alla diga di Campo Moro.

5.Sasso Moro

sassomoroQuota di partenza (m): 1900
Quota vetta (m): 3108
Dislivello complessivo (m): 1208
Difficoltà: BSA 
Esposizione preval. in discesa: Nord – Est – Sud
Località partenza: Val Malenco diga di Campo Moro (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Dalla diga di Campo Moro, attraversato il muro della stessa, si scende nel piazzale sottostante, poi seguire il tracciato del sentiero estivo per i rifugi Carate – Marinelli (cartelli) che si sviluppa a N del piazzale. Il sentiero è quasi sempre evidente ed a tratti sgombro da neve, in questo tratto attenzione in caso di neve non sicura. Si percorre il lungo traverso in lieve salita fino a giungere ai tornanti che portano ad aggirare il Sasso Moro dalla sponda S a quella O, fino a raggiungere la quota di 2286 m. Ora in netta direzione N-NO, poi percorrere il fianco O della montagna fin sopra l’Alpe Musella.
Risalire il lungo vallone in direzione N, puntando al rifugio Carate (2636 m) e alla bocchetta delle “Forbici” che dista poche decine di metri dal rifugio ed oramai ben visibili. Volgere a destra (E) poco prima del rifugio immettendosi in una delle due vallette che portano alla Forcella di Fellaria (2819 m). Una volta raggiunta la Forcella proseguire verso la cima del Sasso Moro verso destra (S), appena sotto la cima lasciare gli sci e proseguire per facile crestina fino in vetta.

Discesa: 
Dalla cima del Sasso Moro ripercorrere l’itinerario di salita fino quasi alla Forcella di Fellaria, quindi “girare a destra”, direzione S-SE, verso l’Alpe Fellaria e puntare al Rifugio Roberto Bignami, punto d’appoggio dell’escursione. Nei mesi di Marzo, Aprile e parte di Maggio il rifugio è aperto quindi è possibile fermarsi per una breve sosta oppure per passare la notte in vista di un’altra ascensione il giorno seguente. Superato il Rifugio Bignami continuare a scendere per il vallone, mantenendo a sinistra il ghiacciaio di Fellaria, arrivati al lago di Gera attraversare quest’ultimo fino alla diga di Gera. Nel caso il lago non sia percorribile mantenersi sulla costa fino alla diga. Dalla diga di Gera ritornare al parcheggio della diga di Campo Moro.

6.Tour delle Bocchette

tour delle bocchette_2Quota di partenza (m): 1996
Quota vetta (m): 2983
Dislivello complessivo (m): 987 (587 dal Rif. Bignami)
Difficoltà: BS 
Esposizione preval. in discesa: Nordovest – Sudest
Località partenza: Val Malenco, Diga di Gera (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Discreta
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Da Campo Moro percorrere in auto o sci ai piedi, in funzione dell’innevamento, percorrere la strada fino alla diga di Gera. Salire il muro della diga e, in funzione delle condizioni, raggiungere il rifugio Bignami attraversando il lago di Gera, quindi risalendo all’evidente rifugio tramite il vallone alle spalle dello stesso che porta all’Alpe Fellaria, se il lago non dovesse essere in condizioni sicure percorrere il sentiero estivo che corre sul versante S del Sasso Moro, il sentiero si sviluppa a sinistra del lago, guardando il rifugio dalla cima del muro della diga.
Una volta arrivati in prossimità del rifugio Bignami proseguire attraversando l’Alpe Fellaria in direzione NE verso la Bocchetta di Caspoggio, dopo un lungo pianoro si prende quota rapidamente, poi ancora un altopiano prima del pendio finale che porta in cima alla Bocchetta di Caspoggio.  

Discesa: 
Per gli sciatori meno esperti è possibile discendere per l’itinerario di salita, per i più esperti consigliamo di completare il tour con una discesa molto suggestiva:
scollinare la Bocchetta di Caspoggio in direzione NE, attenzione i primi 100m, sono molto ripidi, proseguire seguendo la valle mantenendosi sulla costa sinistra (O) puntando alla Bocchetta delle Forbici. Di qui scendere al rifugio Carate, chiuso in inverno, quindi proseguire in direzione Alpe Musella, per infine rientrare al parcheggio della diga di Campo Moro.

Variante:
Appena superato il rifugio Carate è possibile rimettere le pelli per risalire alla Forcella di Fellaria e di qui sciare giù fino al rifugio Bignami.

7.Traversata del Passo Confinale

passoconfinale-1Quota di partenza (m): 2401 (Rifugio Bignami)
Quota vetta (m): 2657
Dislivello complessivo (m): 532
Difficoltà: BS 
Esposizione preval. in discesa: Est
Località partenza: Val Malenco,
Rifugio Roberto Bignami (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta
Ultima revisione: 14/12/2014

Descrizione itinerario:
Dal rifugio Bignami 2401m, discendere al lago di Gera attraverso il vallone alle spalle del rifugio. Una volta arrivati al lago mettere le pelli e proseguire in direzione E verso l’Alpe Gembrè, poi a SE verso i Sassi Bianchi, arrivati a quota 2750m circa traversare in direzione NE verso il Bivacco Anghileri-Rusconi 2657m.

Discesa: 
Dal bivacco scendere in Svizzera attraverso il Passo Confinale, percorrere la Val Tempesta fino a congiungersi alla Val d’Ursè, infine raggiungere i paesi e la strada cantonale dove è possibile prendere il pulmann o il treno che riportano a Poschiavo, oppure in Engadina o ancora in Italia a Tirano.

8.Cima Fontana

cima fontanaQuota di partenza (m): 1996
Quota vetta (m): 3066
Dislivello complessivo (m): 1070
Difficoltà: BSA 
Esposizione preval. in discesa: Nord-Ovest-Sud
Località partenza: Val Malenco, diga di Gera (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta
Ultima revisione: 14/12/2014

Descrizione itinerario:
Da Campo Moro percorrere in auto o sci ai piedi, in funzione dell’innevamento, la strada fino alla diga di Gera. Salire il muro della diga e, in funzione delle condizioni, raggiungere il rifugio Bignami attraversando il lago di Gera e proseguire in direzione E verso l’Alpe Gembrè, poi a SE verso i Sassi Bianchi, arrivati a quota 2750m circa, traversare in direzione NE verso il Bivacco Anghileri-Rusconi 2657m. Da bivacco procedere sulla cresta in direzione NE, raggiunti i laghetti alpini dirigersi a N sulla Vedretta di Varuna di qui attaccare la cresta sulla vostra sinistra SO, che porta in vetta alla Cima Fontana.

Discesa: 
Per l’itinerario di salita.

9.Monte Spondanscia

monte spondansciaQuota di partenza (m): 2401
Quota vetta (m): 2867
Dislivello complessivo (m): 466
Difficoltà: MSA 
Esposizione preval. in discesa: Sud
Località partenza: Val Malenco, Rifugio Roberto Bignami (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Dal rifugio Bignami discendere tramite il vallone alle spalle del rifugio al lago di Gera, qui mettere le pelli di foca, attraversare il lago in direzione E verso la Val Poschiavina, imboccare la valle e risalirla fino a quota 2290m, poi svoltare a destra (direzione S) e risalire il canale che porta sulla spalla del Monte Spondanscia. Di qui per facile cresta raggiungere la vetta.

Discesa: 
Dalla vetta del Monte Spondanscia 2867m tornare alla spalletta e discendere a S in direzione dell’Alpe Campagneda e dei rifugi Zoia e Ca’Runcasch.

10.Tour del Pizzo Scalino

tourpizzoscalinoQuota di partenza (m): 1900
Quota vetta (m): 3323
Dislivello complessivo (m): 1423
Difficoltà: OSA
Esposizione preval. in discesa: Nord – Est
Località partenza: Val Malenco, Diga di Campo Moro (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Ca’Runcasch – Rif. Bignami
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Bellissimo tour di soddisfazione tra valli selvagge e panorami unici.
Dal parcheggio auto in corrispondenza della diga di Campo Moro (1990 m) salire in pochi minuti al visibile rifugio Zoia (2021 m). Seguire verso Est la mulattiera che piega a destra (SE) e, dopo essere passata sotto alcune balze rocciose (falesie dello Zoia), attraversa il versante O del Monte Spondascia e arriva sui pianori di Campagneda.
Lasciata l’Alpe Campagneda ed il rifugio Cà Runcasc dopo 5 minuti in direzione E, si prosegue in salita fino a raggiungere il vasto altopiano al cospetto del Pizzo Scalino, la cui cresta settentrionale, dopo il primo ripido crinale roccioso che si abbassa dalla vetta, si prolunga quasi pianeggiante per poi formare il piccolo, ma ben visibile cocuzzolo roccioso del Cornetto (2848 m). Appena a sinistra (E) dello stesso si individua una depressione che segna l’inizio di una valletta che si nasconde dietro il cocuzzolo di cui sopra. Sotto la depressione si distende un netto ed evidente pendio: puntare alla valletta e quindi al pendio risalendolo con una traccia che prevede numerose virate. La parte finale, sotto la depressione, rimane un po’ più ripida ed esposta. Raggiunto l’imbocco della valletta, in direzione S, si aggira il Cornetto e si raggiunge la Vedretta dello Scalino con un tratto più ripido. La si percorre in direzione O-SO, aggirando la piramide della vetta, fino all’evidente sella che determina il margine superiore della Vedretta (ad inizio stagione o con poca neve qualche crepaccio). Appena sotto la sella si lasciano gli sci e si calzano i ramponi per facile crestina di misto si raggiunge a piedi, in direzione N, la croce di vetta in una ventina di minuti.

Discesa: 
Percorrere la Vedretta del Pizzo Scalino in direzione del Cornetto 2850m, una volta raggiunto, dirigersi verso il Passo di Campagneda 2624m, cercando di non perdere quota nel traverso, per evitare di dover rimettere le pelli per scollinare in Val Poschiavina. Una volta raggiunta la sommità della valle sciare giù per tutta la Val Poschiavina fino al lago di Gera. Arrivati al lago si può scegliere se raggiungere la diga di Gera e di qui tornare al parcheggio della diga di Campo Moro, oppure è possibile rimettere le pelli e raggiungere in circa 40 minuti il rifugio Bignami, aperto da fine Marzo a inizio Maggio.

11.Pizzo Scalino

pizzoscalinoQuota di partenza (m): 1900
Quota vetta (m): 3323
Dislivello complessivo (m): 1423
Difficoltà: BSA 
Esposizione preval. in discesa: Nord – Ovest
Località partenza: Val Malenco, diga di Campo Moro (Lanzada, SO) 
Punti d’appoggio: Rif. Ca’Runcasch
Copertura della rete cellulare: Scarsa
Contributors: Luca Barletta, Ivan Pegorari e Lyasis Edizioni
Ultima revisione: 02/12/2014

Descrizione itinerario:
Dal parcheggio in corrispondenza della diga di Campo Moro (1990 m) salire in pochi minuti al visibile rifugio Zoia (2021 m). Seguire verso Est la mulattiera che piega a destra (SE) e dopo essere passata sotto alcune balze rocciose (falesie dello Zoia), attraversa il versante O del Monte Spondascia e arriva sui pianori di Campagneda.
Lasciata l’Alpe Campagneda ed il rifugio Cà Runcasc dopo 5 minuti in direzione E, si prosegue in salita fino a raggiungere il vasto altopiano al cospetto del Pizzo Scalino, la cui cresta settentrionale, dopo il primo ripido crinale roccioso che si abbassa dalla vetta, si prolunga quasi pianeggiante per poi formare il piccolo, ma ben visibile cocuzzolo roccioso del Cornetto (2848 m). Appena a sinistra (E) dello stesso si individua una depressione che segna l’inizio di una valletta che si nasconde dietro il cocuzzolo di cui sopra. Sotto la depressione si distende un netto ed evidente pendio: puntare alla valletta e quindi al pendio risalendolo con una traccia che prevede numerose virate. La parte finale, sotto la depressione, rimane un po’ più ripida ed esposta. Raggiunto l’imbocco della valletta, in direzione S, si aggira il Cornetto e si raggiunge la Vedretta del Pizzo Scalino con un tratto più ripido. Là si percorre in direzione O-SO, aggirando la piramide della vetta, fino all’evidente sella che determina il margine superiore della Vedretta (ad inizio stagione o con poca neve qualche crepaccio). Appena sotto la sella si lasciano gli sci e si calzano i ramponi per facile crestina di misto si raggiunge a piedi, in direzione N, la croce di vetta in una ventina di minuti. 

Discesa:
Discesa per l’itinerario di salita.